Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Siena e Grosseto

Palazzo Arcivescovile (Siena)


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L'edificio poi divenuto Palazzo Arcivescovile costituiva, prima del 1660, la casa del Rettore dell'Opera del Duomo e dei suoi canonici, unita con una loggia al fianco sinistro del duomo. Il palazzo vescovile era localizzato sulla destra del duomo, in maniera tale che la chiesa si trovava racchiusa sia sulla destra, con la casa del Vescovo, sia sulla sinistra, con la Loggia dei Canonici. Quando, verso il 1660, venne demolita la vecchia Casa del Vescovo, addossata appunto al fianco destro della cattedrale, si formularono subito progetti per la ristrutturazione della casa del Rettore allo scopo di adibirla a Palazzo Arcivescovile. I progetti per il nuovo palazzo si concretizzarono con un primo intervento verso il 1665/1670, con la demolizione della loggia e con la ristrutturazione dell'antica facciata della casa del rettore e dell'attigua canonica. Tale progetto prevedeva tutti e tre i piani rivestiti con fasce di marmo bianco e nero; tipo di rivestimento che venne attuato solo per il piano terra, in quanto il primo e secondo piano presentano un paramento in mattoni. Il prospetto del palazzo su piazza del Duomo non rimarca la reale organizzazione interna, in quanto la quota del solaio del secondo piano non corrisponde a quella della facciata, ma è decisamente più alta; ciò ha comportato il tamponamento delle bifore e l'utilizzo come aperture degli oculi posti nel timpano degli archi ogivali. Il prospetto su via dei Fusari si differenzia notevolmente da quello principale; le facciate, articolate su piano terra - con piano ammezzato - più tre piani superiori, sono totalmente intonacate, salvo una parasta angolare e sottili cornici marcadavanzale in pietra che, insieme alle semplici cornici rigiranti delle finestre, contribuiscono a movimentare il piano della facciata. La lunga facciata neogotica del palazzo, che potrebbe risalire, nella sua veste attuale, agli estesi rifacimenti esterni ed interni avvenuti negli anni 1718/1724, è un altro esempio di quel conservatorismo architettonico per lo stile gotico senese riscontrabile in altri esempi senesi, quali l'ampliamento del Palazzo Pubblico e del Palazzo Chigi Saracini. La facciata, articolata su piano terra più due piani superiori, presenta la fascia basamentale in marmo, con l'uso della bicromia a ricorsi disuguali di marmo bianco e nero, e la parte superiore in laterizio, delimitata da una cornice marcadavanzale in marmo. Spiccato il carattere neogotico della costruzione, con l'impiego al piano terra degli archi 'senesi' (l'arco acuto che sottende l'arco ribassato) bicromi, e delle bifore ai piani superiori, con colonnina centrale in marmo. Gli ambienti al piano terra, accessibili dall'ingresso di destra, presentano prevalentemente solai a cannicci; si distinguono i due locali attigui all'ingresso, soffittati con volte a crociera con resti di pilastri e peducci. Nella prima stanza, caratterizzata da muri molto spessi che lasciano pensare all'origine medievale dei locali, si situano due portali in travertino, probabilmente del '500, con lo stemma dell'Opera del Duomo. Dall'ingresso di sinistra si accede invece ad un ampio atrio, su cui si apre lo scalone monumentale per i piani superiori; l'atrio, con paraste alle pareti, è voltato a vela unghiata con peducci di disegno classicheggiante; nell'atrio vi è uno stemma dell'Opera con aquila a due teste e rosette, con una iscrizione datata 1713. Le scale, a doppia rampa, sono soffittate con una volta a botte a con doppie crociere sui pianerottoli; all'imposta delle volte corre continua una modanatura in gesso. Il primo piano, il piano nobile, presenta una successione di sale - alcune anche molto grandi - prevalentemente soffittate con volte a padiglione, talvolta ribassate. Tra i vari ambienti, quasi tutti decorati, si distinguono le due sale maggiori poste in successione: la prima con una diffusa decorazione pittorica, caratterizzata da una intelaiatura architettonica contenente entro nicchie raffigurazioni dei papi senesi, di marcato carattere neoclassico; l'altra con eleganti decorazioni in gesso a scomparti, contenenti nei riquadri tele rettangolari ed ellittiche. Le altre stanze presentano per lo più decorazioni pittoriche sui soffitii a padiglione, tutti di marcato carattere neoclassico - impero. Tra gli autori sono menzionati il pittore fiorentino della prima metà del '700 Vincenzo Meucci, per alcuni sfondi sui soffitti, e Ciro Santi bolognese per la decorazione di una camera. Si segnalano recenti lavori di rifacimento (1990-1994 circa): in tale occasione è stato rifatto l'intonaco alla facciata su via dei Fusari, e inoltre sono stati inseriti vari servizi igienici all'ultimo piano.
Informazioni Generali
CATALOGO N. 00494016

negativo n.
DENOMINAZIONE Palazzo Arcivescovile
COMUNE Siena
PROVINCIA
SI
INDIRIZZO Piazza del Duomo -
FRAZIONE
LOCALITA'
CATASTO Foglio: [ 133] - Part : [ 77]
   
   
ALTRE IMMAGINI
negativo n.
 
 
Autore/i
AUTORE
TIPO INTERVENTO
Ambito culturale
RIFERIMENTO ristrutturazione, XVII sec.
DENOMINAZIONE maestranze locali
RIFERIMENTO costruzione, XI sec., metà
DENOMINAZIONE maestranze locali
RIFERIMENTO rifacimenti, XVIII sec.
DENOMINAZIONE primo neogotico senese
Storia
metà XI sec. () L'edificio poi divenuto Palazzo Arcivescovile costituiva, prima del 1660, la casa del Rettore dell'Opera del Duomo e dei suoi canonici, unita con una loggia al fianco sinistro del duomo. Il palazzo vescovile era localizzato sulla destra del duomo, in maniera tale che la chiesa si trovava racchiusa sia sulla destra, con la casa del Vescovo, sia sulla sinistra, con la Loggia dei Canonici. Quando, verso il 1660, venne demolita la vecchia Casa del Vescovo, addossata appunto al fianco destro della cattedrale, si formularono subito progetti per la ristrutturazione della casa del Rettore allo scopo di adibirla a Palazzo Arcivescovile.

seconda metà XVII (1665) I progetti per il nuovo palazzo si concretizzarono con un primo intervento verso il 1665/1670, con la demolizione della loggia e con la ristrutturazione dell'antica facciata della casa del rettore e dell'attigua canonica. Tale progetto prevedeva tutti e tre i piani rivestiti con fasce di marmo bianco e nero; tipo di rivestimento che venne attuato solo per il piano terra, in quanto il primo e secondo piano presentano un paramento in mattoni.

primo quarto XVIII (1718) La lunga facciata neogotica del palazzo, che potrebbe risalire, nella sua veste attuale, agli estesi rifacimenti esterni ed interni avvenuti negli anni 1718/1724, è un altro esempio di quel conservatorismo architettonico per lo stile gotico senese riscontrabile in altri esempi senesi, quali l'ampliamento del Palazzo Pubblico e del Palazzo Chigi Saracini. La facciata, articolata su piano terra più due piani superiori, presenta la fascia basamentale in marmo, con l'uso della bicromia a ricorsi disuguali di marmo bianco e nero, e la parte superiore in laterizio, delimitata da una cornice marcadavanzale in marmo. Spiccato il carattere neogotico della costruzione, con l'impiego al piano terra degli archi 'senesi' (l'arco acuto che sottende l'arco ribassato) bicromi, e delle bifore ai piani superiori, con colonnina centrale in marmo.

ultimo quarto XX sec. (1990) Si segnalano recenti lavori di rifacimento (1990-1994 circa): in tale occasione è stato rifatto l'intonaco alla facciata su via dei Fusari, e inoltre sono stati inseriti vari servizi igienici all'ultimo piano.

Spazi
NUMERO PIANI ( - )
Impianto Strutturale
UBICAZIONE / TIPO /
Pianta
SCHEMA / FORMA intero bene: / rettangolare
Iscrizioni, Lapidi e Stemmi
TIPO  
TRASCRIZIONE
UBICAZIONE
Stato di conservazione
ELEMENTO buono
STATO
NOTE
Restauri
INIZIO / FINE
TIPO INTERVENTO
uso
USO ATTUALE abitazione del vescovo/ uffici della diocesi/ arch
USO STORICO abitazione del vescovo
Condizione Giuridica
proprietà ente ecclesiastico
Vincoli
Legge/articolo 1089/ 1939 - 4
Opere d'Arte (schede OA)
n.
Bibliografia
AUTORE Torriti P.
ANNO 1988
TITOLO Tutta Siena contrada per contrada
ISBN
AUTORE AA.VV.
ANNO 1988
TITOLO Siena tra Purismo e Liberty
ISBN
AUTORE AA.VV.
ANNO 1995
TITOLO L'architettura civile in Toscana. Il Medioevo
ISBN
Altre schede
SCHEDA
RIFERIMENTO
Compilatore/i
NOME
ANNO
aggiornamento/i
NOME
ANNO


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